Introduzione di cassonetti condominiali per la raccolta rifiuti, riqualificazione del parco del Castello, creazione di una pista ciclabile dalla Transalpina alla stazione Centrale, uniti alla lotta contro l’inquinamento della Livarna che a breve raddoppierà la produzione.
Sono alcuni dei temi affrontati dall’assessore all’Ambiente del Comune di Gorizia, Francesco Del Sordi, nell’intervista rilasciata a Bora.La.
Assessore Del Sordi, partiamo con un tema che ha fatto molto discutere a Gorizia: i rifiuti. Ci sono delle novità che intede introdurre nel sistema di raccolta? In campagna elettorale, se non ricordo male, si era parlato della reintroduzione dei cassonetti….
In effetti si era parlato anche della reintroduzione dei cassonetti, ma non abbiamo mai detto che li avremmo messi nelle vie cittadine. Si proponeva di creare delle mini isole ecologiche condominiali.
In due anni abbiamo posizionato molte decine di cassonetti per il secco residuo ed altrettanti per il riciclabile in moltissimi condomini. Altrettanti stiamo cercando di posizionarne, ma ci sono problemi di ordine tecnico che dobbiamo risolvere. Anche con questa operazione siamo passati dal 47 al 52 % di raccolta differenziata.
Per quanto riguarda le novità, ne cito alcune: nuova ecopiazzola complessa in cui potranno conferire anche le utenze non domestiche, introduzione della Tia anche per le fiere ed i mercati, raccolta del vetro condominiale, modifica delle giornate di raccolta nel centro città, miglioramento del servizio di spezzamento stradale, campagna informativa nelle scuole, predisposizione di accorgimenti per la riduzione dei quantitativi di rifiuti.
Su tutto aleggia comunque la questione delle possibili modifiche normative che potrebbero nuovamente cambiare le carte in tavola.
I costi della raccolta sono destinati ad aumentare e, questo va detto, non per responsabilità del Comune. Esistono però degli accorgimenti che permetterebbero di contenere questi aggravi?
Per abbassare i costi bisogna diminuire le quantità di rifiuti prodotti e differenziare di più. Sono questioni arcinote ma forse è bene ricordarlo: più rifiuti vanno in discarica o al termovalorizzatore, maggiori sono i costi di trasporto e smaltimento. Ed è bene ricordare che Gorizia non è dotata né di discarica né di termovalorizzatore.
Parliamo di raccolta differenziata…Per quanto riguarda i rifiuti differenziati, dobbiamo sottolineare che permettono di ottenere importanti abbattimenti delle spese di gestione. I vari consorzi nazionali per il riciclaggio infatti riconoscono sostanziosi contributi per ogni tonnellata di materiale differenziato. Una parte importante la sta facendo il Comune riducendo al massimo le spese varie che Iris sostiene. Con questa politica nel 2008, per la prima volta dal 2002, siamo riusciti ad invertire la tendenza riducendo del 1,2% i costi della gestione dei rifiuti. Sulla Tia grava anche un’imposta provinciale del 4,9 % (il massimo è il 5 %). Abbiamo chiesto alla Provincia di portarla all’1%, ma la risposta è stata negativa.
Cosa possono fare i cittadini?
I cittadini fanno già molto e bisogna ringraziarli ma, come si suol dire, si può fare di più. Se aumenta la raccolta differenziata si riescono a contenere i costi di smaltimento. Stiamo predisponendo un depliant informativo che verrà inviato a tutte le famiglie in cui daremo utili consigli a riguardo. Posso assicurare che questi sono gli unici rimedi, accompagnati da una maggiore attenzione a non sporcare la città abbandonando rifiuti nelle strade.
Altro tema caldo è quello dell’inquinamento transfrontaliero prodotto dalla fonderia Livarna. Ci sono novità a riguardo?
Dopo anni di isolamento e di inutili incontri transfrontalieri siamo riusciti a coinvolgere il Ministero dell’Ambiente italiano in una battaglia di tipo giuridico legale. Abbiamo presentato tre serie di osservazioni al Ministero sloveno in cui abbiamo manifestato tutte le nostre perplessità e contrarietà al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale che la ditta slovena ha richiesto. L’ultima di queste opposizioni entra nel merito della richiesta di ampliamento del forno di circa il 40%. Abbiamo anche ottenuto di diventare referenti locali del Ministero dell’Ambiente italiano. Questo ci permetterà di avere per primi le documentazioni slovene e poter predisporre per tempo ulteriori osservazioni ed opposizioni.
Avete mai pensato ad un’alleanza coi cittadini di Salcano, altrettanto infastiditi – per usare un eufemismo – dall’inquinamento atmosferico prodotto dallo stabilimento?
Certo. Abbiamo fatto incontrare il nostro Consiglio di quartiere di Montesanto con l’omologo sloveno di Salcano. Gli abbiamo dato e gli daremo tutto il nostro supporto tecnico e nelle nostre osservazioni abbiamo più volte ricordato anche la loro situazione di profondo disagio. Prossimamente organizzeremo una conferenza pubblica in cui spiegheremo cosa abbiamo fatto fino ad oggi e cosa faremo in futuro.
Verde pubblico. Salta all’occhio l’abbandono in cui versa il parco del Castello. Dopo anni di promesse, anche da parte della precedente amministrazione, nulla sembra muoversi. Qualcosa bolle in pentola?
Il parco del Castello è una delle zone verdi cittadine più difficili da gestire. A tutti gli effetti si tratta di un bosco e gestirlo come un parco urbano rappresenta un problema di costi. Abbiamo pochissimi operai comunali e bisogna quindi esternalizzare il servizio. Il problema della scarsità di operai comunali incide moltissimo su costi di queste opere diversamente da quanto avveniva in passato. Si pensi che nel 1961 c’erano circa 175 operai. Oggi ne abbiamo 17. Stiamo comunque pensando di darlo in gestione ad una cooperativa sociale anche in relazione al prossimo restauro di parte delle mura del Castello. Penso che a breve renderemo nuovamente fruibile quella parte della città
E, per concludere, parliamo di piste ciclabili. Gorizia avrà qualcosa in più rispetto alle piste ciclopedonali ricavate sui marciapedi di via San Gabriele e via Silvio Pellico?
Per dire la verità in città ci sono anche altri tratti di piste ciclabili. Comunque, parlare di questo tipo di viabilità in una città come Gorizia è particolarmente difficoltoso poiché la conformazione urbanistica non concede grandi spazi di manovra. Le piste ciclabili devono essere costruite seguendo precise indicazioni ministeriali e quindi: o si tolgono parcheggi, o si fanno sensi unici o si utilizzano i marciapiedi più ampi per accogliere i citati percorsi ciclo-pedonali. Quest’ultima soluzione è molto usata in Italia e all’estero e quindi anche in questa direzione ci stiamo muovendo.
Ci sono progetti specifici?
Per fare alcuni esempi di direttrici che stiamo progettando, citerei quella che collegherà le due storiche stazioni di Gorizia, la nord (Transalpina) e la sud (Centrale). Il percorso si snoderà per strade, piazze e viottoli passando per ampi marciapiedi, Ztl, piazze, strade pedonalizzate, e controviali. Abbiamo già approvato una pista ciclabile che dalla passerella di Straccis arriverà nei pressi di via Garibaldi. Un’altra pista approvata passerà nel Corso Verdi. Una direttrice collegherà il vallico di San Pietro al centro città. Stiamo anche aderendo ad un progetto transfrontaliero per attuare quest’ultima idea.







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