“Comunità slovena offesa dalla giunta Romoli: cancellato lo sloveno dai parcometri”

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Il Comune cancella la lingua slovena dai parcometri e la Slovenska skupnost parla di “offesa” nei confronti della minoranza.
“Se da una parte abbiamo sentito in questi giorni come l’amministrazione comunale di Gorizia è attenta alle diversità culturali cittadine, dall’altra l’operato concreto va in direzione completamente diversa. Esempio ne sono i nuovi parcometri che sono stati installati in sostituzione dei vecchi, dichiarati dall’assessore competente non più idonei e diffettosi. Si potrebbe credere che tutto questo sia vero, ma guarda caso, sui nuovi parcometri ci sono tante lingue oltre l’italiano (inglese, tedesco e francese), ma non c’è più lo sloveno, che era presente sui quelli vecchi”, spiega il segretario comunale della Slovenska skupnost, Julijan Čavdek.
“Questo atto che offende, per l’ennesima volta, la comunità slovena residente in città. Agiremo affinchè un tale spregio venga quanto prima riparato. Bisogna immediatamente sostitiuire i nuovi parcometri e il costo ulteriore vada addebitato a chi ha consapevolmente fatto sparire lo sloveno. Riteniamo inoltre che sia stato arrecato anche un grosso danno alla città. La maggior parte dei visitatori che arrivano a Gorizia provengono dalla Slovenia. La maggior parte di questi viene per acquisti e rende quindi una notevole parte nel sostenere il commercio Goriziano. Facendo sparire lo sloveno dai parcometri non gli si fa certo un bel servizio. Inoltre non saranno sicuramente da biasimare se invece di arrivare a Gorizia, si fermeranno al Qlandia”.

giovedì 14 gennaio 2010
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 71 Commenti

Alessio
14 gennaio 2010, 18:28

Ma offendetevi per qualcosa di piu’ serio,io non la vedo come una provocazione … a N.Gorica non ci sono parcometri con la scritta in Italiano,dentro i negozi non parlano italiano, a mio parere dovete ridimensionrvi un pò. ANDEMO VANTI DEIIII

alpino
14 gennaio 2010, 18:43

In slovenia no i te scrivi una roba per italian neanche se te caghi oro…però lori i pretendi sempre e comunque..

matteo
14 gennaio 2010, 18:49

esiste una legge regionale

14 gennaio 2010, 18:50

Nel 2010 ancora sti problemi.. allucinante.

giovanni
14 gennaio 2010, 18:50

si sono offesi?
…e chi se ne frega!

Alessio
14 gennaio 2010, 19:04

Vero, in Slovenia molto difficile trovare indicazioni in Italiano però non è vero che nei negzi non lo parlano, i soldi dei clienti fanno passare ogni eventuale idea di pregiudizio.

Richi Grembano Version
14 gennaio 2010, 19:10

Romoli xe ancora un dilettante, mi ghe gavessi scritto sora “Parchimetro Deslavizzato”, ispirandome a un grande politico dela mia citta’.

Adesso vado che devo ‘ndar oltre confin a troie, a zena, in casino’, a far benza, a comprar cicche e spesa non necessariamente nell’ordine.

Pero’ sta de fato che ai Yughi xe de darghe per la testa, altroche’. Cossa i se insogna?

bulow
14 gennaio 2010, 19:22

il comune di gorizia ha fatto una cazzata. chieda scusa e rimedi all’ errore.

spero solo che questa notizia non si trascini dietro il solito mezzo milione di commenti assolutamente prevedibili a cui ormai siamo tutti abituati.

deluso
14 gennaio 2010, 19:51

a bullo-w
ridimensionati un pochino
siamo pur sempre in ITALIA

asem
14 gennaio 2010, 19:51

Fino a quando tutta la minoranza sarà ideologicamente a sinistra continuerà questa storia, la ssk è la frazione più a destra è si trova nel PD. pensate agli altri. il problema non è ne etnico, ne nazionale ma soprattutto ideologico. mi chiedo perche i rappresentanti della minoranza italiana in istria non hanno difficoltà di COLLABORARE con TUTTI i governi (sia in slo che in cro), sia di destra che di sinistra?

milost
14 gennaio 2010, 20:03

Si facciano gli adesivi con le scritte necessarie e finiamola. Ecchepalle!

massimiliano
14 gennaio 2010, 20:13

il fatto che a nova gorica non ci siano parcometri con istruzioni in italiano, non giustifica nulla.
questione di civiltà, il comune di gorizia ha sbagliato.
una cosa è non avere mai avuto dei parcometri con iscrizioni bilingui, altra è toglierle.
ok?

giorgio
14 gennaio 2010, 20:42

è molto triste che siano state tolte le indicazioni in sloveno. Ma non capisco se si tratti di una dimenticanza, una provocazione o, peggio, un tentativo di cambiare le caratteristiche di un territorio che da secoli è il punto d’incontro di culture diverse.
Mi ricorda molto gli adesivi applicati all’ultimo minuto sulle magliette della maratona d’Europa (!?!) di qualche anno fa, solo che il Comune di Gorizia non è la “bavisela” di Bandelj.

Cristiano
22 gennaio 2010, 10:28

@ 64

gran bel post omo!

19 marzo 2010, 00:22

Credo sia l’ora di smetterla di fare i bambini
(..Sc-iavo!-Mi sc-iavo? E ti Taljàn!). Di llutti e tragedie ne abbiamo combinati anche troppi!Ci voleva tanto andare in Comune e invitare a ripristinare la dizione in sloveno asui nuovi parcometri anzichè sollevare un polverone?

19 marzo 2010, 00:43

Caro Viceversa, sem tudi jest no malo slovensko e un poco italiàn.Solo chi ha sangue plurietnico nelle vene comprende esattamente dove sta il torto, dove la ragione; e ciò perchè ha un finissimo fiuto nel percepire subito da quale parte sta la ipocrisia, il malanimo,la prevenzione, la provocazione.Tra l’altro è proprio questa “razza mista” che predilige andare d’accordo con gli uni, e con gli altri.Zivio! Mandi! Ciao!

19 marzo 2010, 02:01

L’identità nei posti di frontiera è una cosa di enorme complessità, che sarebbe ora che venisse divulgata. Qui non c’è lo spazio per fare grandi discorsi, ma tente presente che lingua, nazione e Stato, sono tre concetti totalmente diversi, che solo una certa semplificazione intellettuale del passato, ha pensato di unificare.

Così ad esempio, parlando della Slovenzka Skupnost, qualcuno finisce per parlare della Slovenia e magari della Yugoslavia senza rendersene conto. Lapsus freudiano, ovviamente. Ma sarebbe bello che la gente se ne rendesse conto e si chiedesse come mai. Succede anche agli altri ovviamente; tutti siamo preda di antichi pregiudizi.

Avete mai sentito qualche italiano “verace” che ci dice che siamo tutti pazzi? Io si, molto spesso. E’ ovvio, loro non hanno problemi di identità. Noi invece si e li abbiamo tutti, indifferente che ci definiamo sloveni, italiani, o altro.

E’ normale avere problemi di identità dalle nostre parti, se ci facciamo delle domande ci creiamo problemi. Ma è anche una ricchezza, di cui pochi si rendono conto.

Certo che è più facile usare i luogi comuni: s’ciavi cattivi, taliani fassisti, slovene cocole, taliani bravi morosi, carsolini tumbani ecc. ecc.

E usar la testa?

jacum
19 marzo 2010, 05:20

scuxa augh, ma no me par ciaro.

te son partí ben e poi te me se incaxini con quel del’identitá.
nisun qua a Trieste ga problemi de identitá, mi no conoso nisun che ga problemi de identitá, ma forsi te se confondi con l’impoxizion che lo talian fa da purtroppo quaxi un secolo!

l’identitá xe ciara, xe solo non afermada come che doveria esser.

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