Gorizia “Dietro le belle parole del sindaco c’è il nulla assoluto, anzi peggio, il ritorno all’indietro, alla Gorizia di 20-30 anni fa. Le capacità comunicative, e questo non ci sembra un merito, servono a coprire il fatto che l’azione del sindaco e della sua giunta si è caratterizzata più per gli annunci che per le cose realmente realizzate. E come al solito la destra approfitta delle paure della gente, come dimostra l’ultima sparata di Romoli sulle telecamere sul confine, l’assurdo acquisto di manganelli per i vigili urbani o la prima multa per accattonaggio”.
Il circolo comunale di Rifondazione comunista parte all’attacco della giunta Romoli, ma anche di un’opposizione in Consiglio comunale definita troppo debole. “E’ soprattutto sul sociale – spiegano – che vogliamo rimarcare come, davanti ad una crisi economica devastante, si sia scelto un piano di puro assistenzialismo, senza il benché minimo tentativo di un’azione di rilancio del territorio. Assistenzialismo, peraltro, ridotto ad elemosina, ed elargito con evidente fastidio verso i diversi, i figli del disagio, coloro che turbano il “decoro” del salotto buono della città. Del resto è difficile immaginare che assessori come la Romano possano concepire politiche di inclusione, di rivendicazione di diritti sociali…”.
Cassato anche l’operato dell’assessore alla Cultura: “Scontata la bocciatura di un personaggio come Devetag (sul quale ogni parola è superflua…), come si può però definire Pettarin il migliore assessore della Giunta senza rendersi conto che è proprio lui il principale responsabile dei devastanti tagli alle risorse ed al personale che affliggono oggi l’amministrazione comunale? Un’opposizione come si deve dovrebbe attaccarlo un giorno sì el’altro pure!
Si può parlare di opposizione soft quando questa Giunta si muove solo per cacciare una clochard da una panchina o con le ordinanze anti-schiamazzi o anti-accattoni, ignorando sistematicamente il crescente disagio sociale, il pericolo di perdita di tanti posti di lavoro (vedi casi Carraro, Siles ecc.)? Oppure quando sponsorizza e caldeggia la messa all’asta del settore gas di Iris, ovvero di fatto la svendita di quel patrimonio pubblico non solo materiale (vedi la storica sede delle Aziende in via IX Agosto, presto preda di chissà quali speculatori immobiliari) ma anche umano di saperi, di conoscenze, di lavoro?
Non possiamo che concludere che, evidentemente, in questo consiglio comunale manca un’opposizione vera e decisa ad un’amministrazione di destra, anche culturalmente arretrata e retrograda, revanscista, nazionalista ed immobilista. Romoli e la sua giunta meritano un 2: se non lo dice l’opposizione “istituzionale”, almeno lo dicono i comunisti!”.







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