Chi l’ha detto che a Gorizia non si può diventare famosi? Basta andarsene. Prima, però, il tecnico del suono di Peter Gabriel vi deve scoprire ascoltando un vostro pezzo su myspace. E’ accaduto ai Nylo, band isontino-inglese.
Abbiamo intervistato il loro cantante, Andrea Sergo.
Vogliamo conoscere meglio i Nylo: comincia col raccontare chi siete e cosa fate.
I Nylo (Andrea Sergo, Matteo Cossar, Stefano Savi) sono una band formatasi a Bath in Inghilterra nei primi mesi del 2009. Penso che la cosa che più ci contraddistingue è la voglia di scrivere musica e di riuscire a comunicare con essa.
Si può dire che siete musicisti professionisti? E’ un mestiere che vi consente di vivere o di sopravvivere?
Se siamo musicisti professionisti? E’ una bella domanda e la risposta non la so. Penso però che la musica non sia un lavoro come un altro. E’ qualcosa che corre su dei binari paralleli. Se poi l’uscita del disco nei prossimi mesi andrà bene penso che non ci lamenteremo.
Oggi Nylo, ieri Magenta. Come avete cominciato a suonare?
Abbiamo iniziato ognuno in diversi progetti che vanno dal rock progressive al pop. I Magenta sono stati una parentesi ormai conclusa. La formazione era diversa e anche la musica non c’entra con quello che stiamo facendo adesso.
Vivere e suonare in Uk ci ha cambiati molto a livello artistico e ci ha dato molta sicurezza. Una bella esperienza.
Quanti e come sono stati gli anni di gavetta a Gorizia e dintorni?
Non abbiamo mai fatto gavetta. Siamo partiti subito suonando nei migliori bar dell’Isontino. Scherzi a parte, abbiamo fatto parecchia strada, suonato in più Paesi e siamo passati da situazioni con palchi piccolissimi fino ad arrivare a supportare Robert Plant dei Led Zeppelin o i Simple Minds. Insomma un casino che è veramente difficile riordinare.
Come è avvenuta la svolta? Ovvero come vi ha “scoperti” il produttore di Peter Gabriel con cui oggi, se non sbaglio, state lavorando?
Via myspace. Un giorno abbiamo trovato una mail dell’ingegnere del suono di Peter Gabriel che ci diceva che la nostra musica gli piaceva e che avrebbe voluto registrarci.
Il nostro produttore invece si chiama Howie B, già produttore di U2 e Bjork, con il quale, proprio in questi giorni stiamo completando i mixaggi del disco.
Quindi da un giorno all’altro vi siete trasferiti, armi e bagagli, in Inghilterra?
Sì, l’interessamento del mondo inglese ci ha permesso di trovare un manager che credesse in noi e siamo partiti. Finora abbiamo avuto una bellissima casa nella campagna attorno a Bath. Ora ci sposteremo a Londra.
E’ vero che è stata una scelta obbligata perché l’Italia ed in particolare questa parte del Nordest non consente nulla di “creativo”?
Penso che in Italia e nel Nordest ci siano molte realtà artistiche e musicali interessanti ma penso anche che il più delle volte non trovino spazio nel mercato o sui media. E’ una caratteristica che alla lunga scoraggia ad essere creativi.
In Uk è molto diverso. La musica rock è profondamente sentita e tutti sono molto più informati su quello che avviene.
E avete anche cambiato nome. Come mai? E perché proprio “Nylo”?
E’ cambiato il progetto in toto, formazione compresa e quindi il nome vecchio non rappresentava più quello che stiamo facendo. Il nome, Nylo, deriva dal fiume Nilo. Ci piaceva il fatto che questo fiume incredibile porta la vita in un territorio desertico e che una delle
più grosse civiltà del mondo si sia sviluppata proprio grazie a lui.
Cosa vi manca di Gorizia? A patto che vi manchi qualcosa…
A Gorizia è sempre bello ritornarci, soprattutto quando devi ripartire dopo pochi giorni.
E cosa, invece, non rimpiangete affatto?
Non saprei proprio.
Come vi siete trovati a comporre in una lingua diversa dalla vostra, l’inglese?
Musicalmente l’inglese è la mia madrelingua in quanto ho sempre ascoltato musica inglese. Trovo molto più facile comporre in inglese rispetto all’italiano. Abbiamo sempre voluto suonare in più paesi, nei festival
internazionali e fare parte del mondo che vedevamo su Mtv.
Avete aperto il concerto dei Simple Minds a Venezia: è stata questa, finora, l’esperienza più emozionante della vostra carriera?
Aprire il concerto dei Simple Minds in piazza san Marco è stata una bellissima esperienza, che però è arrivata dopo molte date nei locali Londinesi più conosciuti. Penso che la prima data inglese al Barfly di Londra sia stato il concerto che ho sentito di più. Salire sullo stesso palco di Muse, Colplay e tanti altri, davanti ad un pubblico attento e smaliziato e riuscire a conquistarlo è stata un’esperienza intensa.
I Magenta hanno animato il Capodanno goriziano nel 2008, regalerete alla città un nuovo concerto da band ormai affermata?
Non vediamo l’ora di suonare a Gorizia, anche se ad oggi non la vedo una cosa molto facile da organizzare. Ad ottobre ci hanno chiamato a Trieste alla Barcolana. Bellissima serata.
Avrete senz’altro avuto qualche brutta avventura come musicisti: raccontane una.
Mi ricordo quella volta che in camerino non ho trovato le mie solite cinquanta cassette di arance siciliane. E’ stato terribile!
Concludiamo con un episodio divertente della tua carriera, dai racconta!
Quando le arance le ho trovate davvero. Ho provato a mangiarle tutte ma dopo dieci ho dovuto rinunciare. Comunque erano buonissime.
Per approfondire:
- Vai al loro canale YouTube
- Vai al loro sito ufficiale su MySpace
foto: © giuliabergonzi


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