Stop all’ordinanza anti-schiamazzi per rivitalizzare il morente centro di Gorizia. A chiederlo – finora invano – è il gruppo del Pd in Consiglio comunale. Gli obiettivi sono evitare la fuga dei giovani nei locali di Nova Gorica, con le conseguenze disastrose che il commercio goriziano è costretto a subire.
Anche durante le sedute di bilancio di quest’anno “l’azione del Pd ha posto al centro del dibattito due temi evidenzia il capogruppo Portelli -. La crisi sociale ed economica che attanaglia famiglie e lavoratori e la drammatica situazione del commercio cittadino. Sul questo secondo aspetto, in particolare, abbiamo tentato di correggere la scelta sbagliata, fatta dalla giunta Romoli nel 2008, sull’ordinanza di chiusura dei bar del centro. I fatti dopo un anno ci danno purtroppo ragione – argomenta il consigliere – e le conseguenze negative di quella scelta si sono sommate alla crisi dei consumi e sono sotto ormai gli occhi di tutti. Non è solo a causa dei cantieri e della mancanza di parcheggi. E’ il centro città che è tornato desolatamente vuoto, triste e buio, come già durante la giunta Valenti.”
I giovani e gli universitari preferiscono i bar e i locali di Nova Gorica “e il settore degli esercizi pubblici, uno dei pochi che tirava, è sul lastrico. L’indotto pure: sigarette e benzina, shopping pomeridiano e serale, aperitivi e ristorazione – ricorda Portelli – senza l’attrazione esercitata dagli esercizi pubblici hanno dovuto anch’essi rinunciare alle centinaia di clienti che ora non frequentano più il centro città. Il lavoro e l’avviamento di anni, teso a ravvivare il centro, è andato in fumo. E non è certo questione di concorrenza sleale da parte slovena. E’ tutta una conseguenza, cantieri a parte, della miopia della giunta Romoli”.
Portelli viene al punto della vicenda dell’ordinanza: “Come abbiamo più volte sostenuto, invano, se c’era un problema puntuale di schiamazzi notturni esso andava risolto con altri mezzi. Si doveva agire con il bisturi ed invece si è voluta sganciare una bomba atomica che ha raso al suolo l’unico settore economico che ancora tirava, quello funzionale al divertimento dei giovani universitari a all’indotto generato. Mentre i fatti ci danno ragione, la maggioranza continua a non sentir ragioni. E l’emendamento da noi presentato al programma dl sindaco è stato respinto, come l’anno scorso. Ringraziamo invece il resto dell’opposizione, e la Lega Nord, per averlo sostenuto.”
Portelli entra nel merito della proposta: “Si partiva da una premessa. Le esigenze di tutela della quiete pubblica devono essere salvaguardate, anche in presenza di pochi avventori maleducati, ma questo non può certo produrre l’indiscriminata chiusura dei locali del centro. Semmai la denuncia dei singoli avventori. Chiedevamo perciò la messa in atto di soluzioni amministrativamente efficaci e proporzionate. Tali da portare al ritiro dell’ordinanza. Occorre contemperare le esigenze dei titolari degli esercizi pubblici, dei cittadini, degli avventori. E ciò non i può dire sia avvenuto nel caso dell’ordinanza n.40/2008. In particolare, si deve tener conto che i giovani universitari e non, cui la città deve molto in termini di vitalità economica, hanno la naturale esigenza di punti di ritrovo e socializzazione, come del resto accade in tutte le città universitarie. Altrimenti, se ne vanno altrove ed è la città a perderci. La nostra proposta, come sosteniamo inascoltati da due anni, è che sia aggiornato e riproposto un protocollo d’intesa tra Ascom e Comune di Gorizia in merito alla gestione degli esercizi pubblici e la tutela della vivibilità urbana. Ma il sindaco non vuol far marcia indietro a fronte dei suoi mandanti politici ed elettorali. Potrebbe almeno provare a prolungare progressivamente l’orario di chiusura. Comunque la prima cosa da fare, per tutelare il diritto al sonno dei cittadini, è quella di fare in modo che il servizio di vigilanza urbana sia effettivamente svolto anche la notte fino alla chiusura dei locali. Questa sarebbe l’unica misura adeguata ed efficace che contempera le esigenze di tutti. La soluzione non può essere la serrata indiscriminata”.







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